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Editoria

OUTCOME NELLE DIPENDENZE

OUTCOME NELLE DIPENDENZE Esiti della patologia, esiti del trattamento
a cura del Direttivo di Federserd Piemonte e Valle d’Aosta
CE.R.CO Edizioni - Milano 2014


outcomeIn questo volume, che raccoglie gli atti rielaborati del congresso tenutosi a Tosino nell’ottobre 2012, presentiamo un discorsi sugli esiti dei trattamenti per le dipendenze.
I diversi contributi seguono un filo logico che aiuta ad inquadrare correttamente la questione nelle sue diverse implicazioni: partendo dalle logiche generali che informano la gestione e la valutazione dei servizi (si segnala l’intervento di apertura di PIERO SELLE dal titolo: “Definizione dei concetti e delle tematiche riguardanti l’outcome da un’ottica aziendalistica”), declinate negli aspetti teorici e in esperienze pratiche che si propongono come modelli sperimentali, addentrandosi nell’analisi degli elementi che determinano gli esiti, esplorando contesti ed ambienti di lavoro differenziati fino agli elementi di valutazione e alla questione degli effetti sull’ambiente sociale.
Questo volume vuole essere sia un ulteriore riferimento sul tema specifico, sia una sintesi rappresentativa e  una testimonianza della cultura organizzativa dei Servizi per le dipendenze.

Riflessioni per la ri-organizzazione dei Dipartimenti per le Dipendenze

Riflessioni per la ri-organizzazione dei Dipartimenti per le Dipendenze

A cura di D. Banon, C. Lazzarato, K. Radivojevic, P. Selle

emme&erre libri - 2011

 

copertina_outA partire dal 1999 – anno di istituzione dei Dipartimenti funzionali per le Dipendenze nelle aziende ULSS venete - le realtà aziendali deputate alla prevenzione e cura delle dipendenze patologiche si sono molto differenziate nel modo di darne attuazione nello specifico del proprio territorio.
A questo processo interno si aggiunge il diversificarsi del fenomeno delle dipendenze e la crescente assuefazione delle famiglie e della società al tema del consumo e abuso di sostanze.
Questo insieme di processi richiedono un rilettura del sistema veneto per le dipendenze e la promozione di piste di innovazione e sviluppo che vanno cercate in una nuova cultura della governance, nella ridefinizione della mission dei servizi e nel rilancio di una programmazione locale tesa alla sussidiarietà.

Competenze e processi formativi per i dirigenti degli enti locali

Bolzan M. (a cura di)
“Competenze e processi formativi per i dirigenti degli enti locali”
Cleup Padova 2010
ISBN 978-88-6129-489-9


02Il problema del rendimento della democrazia, la perdita di peso delle politiche pubbliche con la ribadita centralità del cittadino sull’istituzione interrogano la pubblica amministrazione che è chiamata a ripensare i propri modelli amministrativi per renderli più flessibili e agili, trasparenti, efficaci e partecipativi come ben si evidenzia dall’analisi del quadro normativo in forte evoluzione. Il livello decentrato che fa riferimento alla Regione, alle Province e ai Comuni è direttamente interpellato per saper sostenere la competizione dei sistemi locali e promuovere la qualità della vita dei cittadini. Una recente indagine dell’Anci Veneto ha avviato una riflessione sull’identità professionale del dirigente degli enti locali e sul processo di formazione che li accompagna. Ciò ha sviluppato una serie di percorsi tesi a approfondire il tema secondo diverse prospettive. Il libro intende proporre una serie di riflessioni per diffonderne i risultati, stimolarne la prosecuzione nella prospettiva della centralità della risorsa umana rappresentata dal dirigente al quale va rivolta una attenzione nuova ed esigente in particolare sul versante formativo.
Il volume contiene un contributo di Piero Selle dal titolo “Governare in una società plurale”
Abstract:
Lo studio promosso dall’ANCI Veneto offre un’interessante mappatura delle competenze dei dirigenti comunali che evidenziano che il mutare del contesto in cui operano le amministrazioni pubbliche influisce direttamente sulla loro mission e orienta l’attenzione su alcuni specifici processi organizzativi. Lo scenario è sempre più articolato e complesso, nel senso di caratterizzato dalla compresenza di una molteplicità di variabili da governare; gli ordini di motivi sono diversi e vanno dalla ri-organizzazione dei livelli istituzionali al superamento di relazioni solo di tipo gerarchico, al riconoscimento del ruolo degli attori e dei loro sistemi di preferenze nei processi decisionali, al multiculturalismo inteso come la presenza di una pluralità di universi simbolici che ispirano le scelte di vita delle persone. La gestione delle politiche pubbliche è chiamata a muoversi in queste diverse pluralità, sapendo riconoscere le caratteristiche precipue dei contesti decisionali e in funzione di essi attivare le competenze necessarie.

L’Accreditamento professionale degli Psicologi

Consiglio Nazionale Ordine Psicologi (a cura di)
“L’Accreditamento professionale degli Psicologi”
Liguori, Roma 2009
ISBN: 978-88-207-4190-7


01Questo libro presenta la storia del “Progetto sull’Accreditamento Volontario” sviluppato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi e nato dall’esigenza d’individuare un modello di buona pratica professionale che, facendo riferimento agli enunciati del Codice Deontologico degli psicologi italiani, favorisca sia la diffusione della cultura della qualità tra i professionisti psicologi e tra la loro utenza, sia la costruzione di una migliore rappresentazione della professione.Questo progetto ha potuto realizzarsi grazie all’impegno del Gruppo di Lavoro Nazionale sull’Accreditamento, dei Gruppi di Lavoro Regionali e di tutti i Professionisti che, attraverso il loro lavoro sulla check-list, hanno fornito un prezioso contributo alla promozione della qualità delle prestazioni psicologiche.
Il volume contiene due contributi di Catina Balotta ed Elisa Boaretto dal titolo:  “La ricerca del CNOP sull’accreditamento professionale: operazionalizzazione e campionamento” e  “La ricerca del CNOP sull’accreditamento professionale: i risultati della ricerca”.
Abstract: Il primo articolo descrive l’ipotesi di modello di accreditamento volontario dello psicologo elaborata con il ‘Gruppo Accreditamento’ del CNOP, include un’ipotesi di architettura generale del modello di accreditamento e una ipotesi di requisiti (… criteri, caratteristiche) che lo psicologo dovrebbe ottemperare per essere accreditato.  L’architettura del modello di accreditamento ipotizza a sua volta lo schema base degli attori (istituzionali e non) coinvolti nell’intero processo di accreditamento volontario e dei ruoli che ognuno di essi potrebbe esercitare nell’implementazione dello stesso. L’insieme di requisiti che il singolo psicologo accreditato dovrebbe possedere è stato scelto in modo tale da garantire al ‘sistema cliente’ standard professionali  ‘di qualità’.
Il secondo articolo descrive l’indagine sperimentale svolta con la collaborazione degli Ordini regionali.  Lo studio ha avuto il duplice scopo di: Testare empiricamente il grado di sostenibilità dell’ipotesi di requisiti per l’accreditamento volontario dello psicologo ( anche rispetto ala distinzione tra requisiti ‘base’ e requisiti ‘aggiuntivi’);  Aumentare la conoscenza sulle pratiche professionali degli psicologi italiani.